Cammino di Santiago: la prima spedizione

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La prima spedizione

Il 25 aprile 2014 parte un gruppo di persone in auto. Il morale della troupe è alle stelle nonostante il viaggio per raggiungere i Pirenei francesi sia lungo. Dopo 17 ore tra Italia e Francia intravediamo il cartello Donibane-Garaz, nome basco del borgo di Saint Jean Piéd-de-Port, nella regione della Nuovo Aquitania. Qui – cosi come oltre il confine spagnolo – si parla il Basco, quindi di sovente avremmo trovato indicazioni in duplice lingua.

Abbiamo preso avamposto nell’albergues senza scale che nel 2012 Pietro aveva utilizzato come base di partenza del suo cammino, Gite Zazpiak Bat (http://www.gite-zazpiak-bat.com/fr/saint-jean-pied-de-port).  Abbiamo preparato gli zaini contente tutto ciò che – a seconda del ruolo – gli operatori potevano necessitare. C’era chi si sarebbe occupato del percorso, chi dei servizi al camminatore, chi delle ospitalità e chi, ultimo ma non meno importante aspetto, della Logistica.

Il giorno seguente iniziava la mappatura del percorso.
Abbiamo mappato alcune centinaia di accoglienze: albergues, pensiones, hostales, ecc.   Abbiamo parlato con i gestori, abbiamo visitato le stanze da letto, i bagni, la cucina, il soggiorno, le aree esterne. Verificavamo l’accessibilità dei locali con particolare riguardo alla presenza di barriere. Un occhio di riguardo era riservato al grado di fruibilità dei servizi igienici.  Ci siamo fermati in ogni paese o città incontrata. Giravamo per le strade alla ricerca di bar (verificando se una persona a mobilità ridotta poteva accedervi e fruirne), ristoranti, fontane, farmacie, ambulatori, centri di fisioterapia, negozi di alimentari, panetterie, supermercati, uffici postali, bagni pubblici, municipi, ecc. L’ingresso di ogni struttura veniva fotografato e georeferenziato, così da poterlo individuare nel territorio sulla traccia GPS.

L’obbiettivo era quello di tornare a casa dopo questa prima spedizione con l’individuazione e collaudo un percorso del cammino interamente su asfalto, ad uso soprattutto di chi avrebbe utilizzato la propria sedia a rotelle di tutti i giorni o una handbike da strada. Cercavamo di evitare le strade nazionali molto trafficate e di seguire, per quanto possibile, il tracciato ufficiale del cammino.

Siamo arrivati a Santiago De Compostela il 22 maggio, dopo 26 giorni.

Una volta giunti nuovamente a casa, Pietro Scidurlo e Luciano Callegari hanno iniziato a mettere ordine nella grande quantità di dati raccolti (tracce GPS, foto, registrazioni vocali), mentre Free Wheels avrebbe preparato la seconda spedizione.