Cos’è il Cammino di San Benedetto

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Un Cammino di 300 km attraverso il cuore di un Italia minore, che si snoda dall’Umbria al Lazio, giungendo vicino al confine con la Campania, capace di far ripercorrere le tappe e le tracce salienti lasciate da un abate diventato poi patrono d’Europa: san Benedetto da Norcia.

A pensarlo e costruirlo è stato Simone Frignani, professore di religione e anche lui successivamente autore di Terre di mezzo Editore, con l’auspicio di far riscoprire la vita e i luoghi toccati dal santo: un itinerario di 16 tappe che unisce i tre più importanti luoghi benedettini: Norcia, suo luogo natale; Subiaco, dov’egli visse più di trent’anni (dei quali tre in una grotta come eremita) e fondò numerosi monasteri; e Montecassino, dove trascorse l’ultima parte della vita e scrisse la Regola. Un percorso non solo religioso bensì fisico che tocca zone prevalentemente montuose, caratteristiche dell’Italia centrale.

Partiamo da Norcia, cuore pulsante della Valnerina (Umbria), incantevole cittadina ai piedi dei monti Sibillini immancabilmente colpita da diversi sismi. Superando piccola alture toccheremo Cascia, dove visse Santa Rita, la “Santa degli impossibili”, e Monteleone di Spoleto, un affascinante borgo medievale che si erge al limitare della piana leonessana. Qui, prima del borgo che da il nome alla piana, entriamo di fatto nel Lazio.

Entreremo nelle estese faggete dei monti Reatini, a Poggio Bustone, luogo che custodisce importanti memorie francescane e città natale di Lucio Battisti, ci affacceremo sulla valle Santa e sulla piana del fiume Velino. Da Rieti, città papale, pian piano ci ritroveremo nella valle del Turano. Toccheremo piccoli borghi molto accoglienti dei monti Lucretili come Orvinio e Mandela; scenderemo poi alla valle dell’Aniene, fino a raggiungere Subiaco, nostra prima grande mèta. Epicentro dei benedettini, qui spiritualità, storia, arte, natura si abbracciano fino all’infinito e maestoso Sacro Speco, dove vi fu pellegrino anche san Francesco d’Assisi. Doverosa la visita all’Abbazia di Santa Scolastica, culla della stampa italiana. Ci tufferemo quindi nel cuore dei monti Simbruini e nell’Alta valle dell’Aniene, importante riserva idrica per l’antica Roma. Ne sono testimoni i resti dell’acquedotto Claudio a Vicovaro, dell’Anio Novus a Trevi nel Lazio e dell’Arco di Trevi a Guarcino. Gli splendidi boschi dei monti Ernici ci attendono fino all’incantevole Certosa di Trisulti e poco più in la l’Abbazia gotica cistercense di Casamari. Oltre troveremo la valle del Liri. Ci accingeremo verso la fine del Cammino toccando la splendida acropoli di Arpino, le gole del Melfa (luogo di solitudine e bellezza), il borgo di Roccasecca (patria di san Tommaso d’Aquino dottore della Chiesa, approdando infine all’abbazia di Montecassino, casa madre di un ordine che si estendeva da un confine all’altro dell’Europa e che più di ogni altro ha contribuito alla nascita di una cultura cristiana europea.

Non c’è percorso migliore che vi consenta di attraversare parte dell’Appennino centrale alla scoperta della vita e delle opere di san Benedetto, insieme ad arte, cultura, storia e natura di una buona fetta del “Bel Paese”.

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