La Via di Francesco (del nord)

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La Via di Francesco è un itinerario che si può percorrere a piedi, in bicicletta, a cavallo e da oggi anche accessibile a persone con esigenze specifiche legate alla mobilità (indipendentemente che scelgano di viverlo in carrozzina o in handbike); un Cammino che collega tra loro alcuni luoghi che più testimoniano la vita e della predicazione del Santo di Assisi; un pellegrinaggio che intende riproporre l’esperienza francescana nelle terre che il Poverello ha calcato nel suo itinerare, da Firenze (o dalla Città Eterna) al cuore dell’Umbria.

Proprio per l’aderenza alla storia di Francesco la Via trova la sua plausibilità e il suo fascino: i paesaggi sui quali l’occhio del pellegrino si posa sono i medesimi che hanno rallegrato il cuore semplice del Poverello; le località di tappa conservano la memoria delle sue parole e delle sue gesta; la gente che si incontra lungo il cammino è imparentata con lui.

La Toscana nel Casentino e l’Umbria sono rimaste, nonostante tutto, terra di Francesco, nutrita di una spiritualità che parla di amore per le piccole cose, di rispetto e gratitudine per il creato, di accoglienza generosa dell’altro, chiunque egli sia, e di cultura per il pellegrino che ricalca le orme del Santo. Cosa che si respira non meno fortemente anche sulla tratta sud, da Roma ad Assisi.

Camminare lungo la Via di Francesco, allora, costituisce un autentico cammino dello spirito, che viene incontro al desiderio dell’uomo, anche di quello d’oggi, di riscoprire una Via e un territorio che per quanto vicini non conosciamo abbastanza, di ricercare nelle profondità di se stesso il senso della propria esistenza e le risposte a quelle domande che forse – più di altre – ci hanno spinto a partire.

La figura di Francesco, che giganteggia in Assisi, meta del cammino, accompagna in realtà per tutto il percorso, parlando alla mente e al cuore del viandante della possibilità di condurre la vita quotidiana in piena armonia con il mondo, con l’uomo e con Dio.

Cosi la Via di Francesco nel tratto toscano ha un cuore boschivo come quello incontaminato del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, un aspetto genuino come quello degli abitanti del Casentino, un carattere mistico che si mischia a quello del complesso di Camaldoli e del Santuario della Verna e un risvolto deciso come quello dell’Appennino che abbracceremo attraversando Pieve Santo Stefano – città del diario e dove è conservato l’Archivio Diaristico Nazionale – e successivamente Sansepolcro. Solo poi entreremo in Umbria dove toccheremo le colline più morbide dell’Alta valle del fiume Tevere, attraversando Citerna, Città di Castello e Pietralunga. Giungeremo a Gubbio, ricca di bellezze naturali e tesori d’arte, oltre che luogo del primo pellegrinaggio di san Francesco. Gli ultimi saliscendi ci apriranno il territorio verdeggiante di Valfabbrica fino a raggiungere la basilica di San Francesco in Assisi che della storia e della vita del Santo Patrono d’Italia è la meta più rappresentativa e conosciuta al mondo.

Non meno interessante, da Valfabbrica, la deviazione per Perugia, capoluogo di una regione ricchissima di monumenti eccezionali, di comunità che hanno saputo rialzarsi più volte nella storia moderna e di scorci di un’Italia minore tutta da scoprire.

In questo approfondimento non parleremo della Via del sud semplicemente perchè al momento non è stata interessata dal progetto Sui passi di Francesco per tutti.

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