Mappatura della Via di Francesco

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Il primo passo dopo aver trovato le risorse economiche per pensare di iniziare i lavori sulla Via di Francesco è stato quello di cercare i partner giusti per un progetto cosi grande. Se per il Cammino di San Benedetto avevamo alle spalle un solido partenariato basato sulle indicazioni poste dalla Commissione Europea, per questo progetto avremmo dovuto costruirlo da zero e in autonomia.

Quindi dopo aver sigillato la collaborazione con l’associazione On, cosi come per altri progetti, siamo partiti dai percorsi e:

  • per tracciare i migliori percorsi nel tratto toscano abbiamo coinvolto l’associazione I Cammini di Francesco in Casentino;
  • per l’itinerario asfaltato ci siamo affidati ad una rete di amici che abitano lungo l’itinerario e che hanno percorso la Via in lungo e in largo;
  • per quello mountain-bike / equestre abbiamo aperto una collaborazione con Pellegrinando in sella che avevano già predisposto itinerari simili su altri cammini. In primis hanno scovato un percorso adeguato lungo la tratta storica e in un secondo momento hanno lavorato sulla rotta in Casentino;

Per la creazione del database delle strutture ricettive, più di 300, siamo partiti dalle proposte di tutte le guide scritte con annesse tracce di Angela Serracchioli, Comitato Scientifico AEVF, Ferdinand Treml, Gianluigi Bettin, Kees Roodenburg, Sandy Brown, Simone & Anton Ochsenkuhn e Susanne e Walter Elsner. Passate al setaccio, abbiamo aggiunto quelle di natura turistica che potenzialmente si trovavano nelle dirette vicinanze dell’itinerario.

Infine abbiamo coinvolto tutte le realtà che in precedenti progetti avevano sposato la nostra mission e sono sempre stati filantropici alla nostra filosofia.

Cosi abbiamo iniziato a predisporre i primi sopralluoghi per la mappatura, di cui:

  • a maggio 2019 abbiamo lavorato sul percorso asfaltato;
  • a settembre 2019 su quello pedonale;

L’arrivo della pandemia ci ha poi costretti ad interrompere per oltre due anni i lavori, consentendoci di fare una riflessione su come avremmo poi di fatto dovuto impostare il lavoro del futuro.

Per questo abbiamo iniziato a pensare a una PWA (Pregressive Web Application), integrata nel nuovo sito dell’associazione, che prevedesse sia la possibilità di rilevare che di consultare i dati dell’accessibilità da noi acquisiti in loco.

Ad oggi siamo ancora in fase di sviluppo ma di fatto abbiamo già permesso a diverse persone con bisogni specifici di vivere la Via di Francesco del nord contando non solo sui nostri percorsi, bensì anche sulla prima mappatura fatta.

Appena l’app sarà pronta digitalizzeremo nuovamente tutti i dati, aggiornandoli, e porteremo a termine il progetto.

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