Cos’è il progetto A ruota libera

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A ruota libera è un progetto cross mediale e concorrono alla sua realizzazione diversi strumenti del comunicare: dal web-story telling alla realtà aumentata.

L’idea che si è voluto realizzare vuol rappresentare, in maniera del tutto nuova, il viaggio di una persona con disabilità in autonomia lungo la Via Francigena (nello specifico il tratto nord-laziale, ma il progetto è pensato per strutturarsi sull’intero percorso – da Canterbury a Santa Maria di Leuca – assumendo così un valore internazionale, di respiro europeo). L’asse su cui ruota la struttura di questo progetto è la piattaforma interattiva del web-doc attraverso la quale seguiamo cammino del nostro pellegrino lungo la Via. L’iperteso del web-doc ci consente inoltre di attivare numerosi contributi audiovisivi e applicativi che aprono il racconto al territorio, alla sua cultura, alle persone che lo vivono e lo attraversano. Daremo vita quindi a una vera e propria rete di comunicazione interattiva volta alla valorizzazione culturale della Via Francigena.

Il protagonista di questo documentario, paraplegico dalla nascita, ha trovato nei cammini un nuovo scopo: renderli accessibili a tutti.
A ruota libera racconta il suo Cammino da Acquapendente a Roma, valorizzando e promuovendo l’esperienza della dolce mobilità attraverso l’utilizzo creativo dei nuovi media.

Il centro attorno al quale ruota la nostra storia è la piattaforma interattiva del web-doc, nella quale viene rappresentato – durante il viaggio – il lavoro di mappatura dell’accessibilità che il pellegrino fa, rendendo poi disponibili le informazioni a tutti. Dalla piattaforma infatti si diramano e convergono, come i raggi di una ruota, altri
contenuti, format e applicativi collegati al cammino ampliando i confini del racconto con diverse esperienze di fruizione e eterogenei modelli di rappresentazione. L’unità di senso all’interno di un network così complesso ed articolato è data principalmente dalla dialettica di tre elementi:

  • il cammino fisico ed interiore del pellegrino;
  • l’ arte, la storia e la cultura della Via Francigena;
  • il territorio che si attraversa;

A ruota libera si presenta quindi come un web-doc multimediale dell’itinerario francigeno nel nord del Lazio rappresentato dal punto di vista di un camminatore con disabilità.

Il Cammino di Pietro seguirà la Via di Sigerico da Acquapendente e Roma. Seguendolo scopriremo il territorio delle Tuscia laziale, i suoi paesaggi, la sua storia i suoi borghi e le città. La narrazione del viaggio non sarà lineare ma verrà stabilita dall’utente in base a come deciderà di navigare all’interno del web-doc, attraverso i video le foto e le info grafiche che compongono l’architettura di questo lavoro. Contestualmente al documentario interattivo editeremo un e-book, un diario di viaggio sull’esperienza fatta dal nostro pellegrino e il suo racconto sarà collegato al web-doc attraverso dei link che rimanderà ai contenuti audiovisivi di questo, fornendo così all’utente la condivisione dell’esperienza del cammino attraverso due linguaggi diversi
ma interattivamente connessi tra loro. Il pellegrinaggio sarà anche un viaggio interiore del protagonista che camminando, tappa dopo tappa, affronterà tutte le difficoltà e le fatiche che il cammino porta con se, consentendogli però di svolgere il suo lavoro (e il suo scopo di vita): rendere il percorso accessibile a tutti.

Dopo aver trovato un’itinerario accessibile realizzeremo una mappatura e una geolocalizzazione del percorso così da segnalare le criticità del tracciato e fornire, attraverso una app di realtà aumentata la visualizzazione di itinerari alternativi lungo i quali incontreremo poeti, musicisti, storici dell’arte, pittori, artisti di strada che non solo saranno estemporanei compagni di viaggio, bensì realizzeranno mostre, happening ed eventi nei luoghi più suggestivi. Pietro condividerà parte della sua esperienza consentendo loro di dare forma e rappresentazione della loro visione del cammino attraverso mostre, reading, happening e videoinstallazioni.

Luoghi che custodiscono atre, storia, paesaggio ma anche persone che questi luoghi li valorizzano e li vivono ogni giorno attraverso il proprio lavoro: ristoratori, artigiani, imprenditori, direttori di musei, e amministratori dei beni culturali. Per fare questo abbiamo sviluppato un format ad hoc, che unisce l’attenzione descrittiva dell’approccio
documentaristico all’immediatezza del linguaggio pubblicitario che prende il nome di Doc-Spot. L’idea nasce dal desiderio di usare gli strumenti della tecnologia digitale e della comunicazione web per abbattere la distanza tra la bottega, l’impresa, i luoghi della cultura (musei, chiese, palazzi storici) e i loro avventori; tra il camminatore-pellegrino e il tessuto commerciale-culturale del territorio in cui si è immersi. L’obiettivo è sviluppare un mini-doc interattivo, composto da brevi filmati che mostreranno la lavorazione del prodotto; delle interviste che racconteranno il lavoro degli artigiani, degli imprenditori e dei direttori artistici facendoceli conoscere. Sono state inoltre sviluppate info grafiche e foto che renderanno la bottega/l’impresa/il museo un luogo dinamico dove l’utente potrà scoprirne i segreti e la storia. Tutto questo in un format di breve fruizione (della durata massima di 5 minuti) immersivo e di forte impatto visivo.

Il valore di un progetto come questo, tra i primi in Italia, risiede non solo nel suo ampio respiro, ma anche nella possibilità di sperimentare, attraverso forme e linguaggi innovativi, la valorizzazione di un territorio, di chi lo attraversa e di chi lo vive. Il cammino francigeno è un itinerario europeo. A ruota libera si sviluppa come un progetto
che, nelle sue potenzialità, unisce allo stesso tempo le realtà del territorio locale con il panorama continentale che la Via Francigena attraversa. All’insegna dell’accessibilità e della sostenibilità “A ruota libera” si pone quindi su un orizzonte di sviluppo produttivo ampio e articolato volto al coinvolgimento di un partenariato molto diversificato: imprese, enti locali, istituzioni (da quelle territoriali a quelle europee).  In un periodo come quello che stiamo vivendo raccontare la storia di Pietro significa creare, attraverso nuove forme di comunicazione digitale, nuove forme di consapevolezza e sensibilizzazione che portino con se i valori di una transizione verso un futuro più sostenibile e possibile per tutti.
In ultima analisi la storia di Pietro è la storia di tutti noi, ognuno con le proprie diversità con le proprie incertezze e le proprie fragilità. Così il suo cammino porta con
se un messaggio: quello di affrontare con coraggio e determinazione le sfide che ci aspettano grandi o piccole che siano, così come Pietro affronterà quelle di un nuovo
cammino lungo la Via Francigena.

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