Cosa si mangia e dove si dorme quando si fa un cammino?

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  • Lungo il percorso è possibile approvvigionarsi?
  • E se si hanno specifiche necessità legate all’alimentazione si possono avere difficoltà?
  • Quali alimenti sono consigliabili?

Il Cammino è un’esperienza d’incontro, delle comunità e dei luoghi che attraversa. Alcuni sono poco abitati o disabitati, come nel caso di aree interne i piccolissimi borghi segnati dall’emigrazione dei popoli verso i grandi centri urbani; altri, come questi ultimi, invece fortemente antropomorfizzati. In un caso o nell’altro difficilmente si attraverseranno luoghi dove non sarà garantito un minimo di vivande. Bar, a volte ristoranti o osterie, sorgono ormai quasi ovunque. Un po’ più complicata è la vita per coloro che hanno bisogni alimentari specifici, come i diabetici e i celiaci. I camminatori o viaggiatori con queste necessità meglio facciano affidamento ai grossi centri di commercializzazione che non mancano, soprattutto nelle città; o in alternativa – a volte – in negozi specifici o in alcune farmacie.

Dove e come dormire lungo il cammino? Come devo organizzarmi?

L’accoglienza è uno degli argomenti nevralgici nell’esperienza del viaggio lento. Non c’è cammino che possa essere camminato se non è prevista una rete di accoglienze che abbraccia i viandanti che vi giungono. Ma Paese che vai, usanza che trovi, diceva un famoso detto. Per questo in base a dove camminerete ci sono cose da sapere prima.

Tendenzialmente le accoglienze possono essere di triplice natura: religiosa (spesso e volentieri a offerta), municipale o privata. Anche in questi ultimi due casi il costo richiesto può essere un’offerta, ma non sempre.

Queste strutture possono essere di dimensioni variabili, da pochi a un centinaio di posti e oltre. Chi ha molti posti, spesso sono in camerate con letti a castello, più raramente di lettini singoli, oppure di camere private con o senza bagno per le quali viene chiesta in genere una tariffa superiore. I letti sono forniti con materasso e a volte cuscino e, a richiesta, coperte. In tempi dove la pandemia ha cambiato qualsiasi percezione, sempre più frequentemente vengono distribuiti set composti di lenzuolo e federa in tessuto/non tessuto monouso. Per i più freddolosi, soprattutto nelle ospitalità di alta quota o che tengono aperto anche nelle mezze stagioni e in quelle invernali, sono quasi sempre disponibili coperte pesanti aggiuntive. Ma per questioni di igiene si consiglia sempre di utilizzare il proprio sacco a pelo. D’estate lo si può sostituire con il sacco/lenzuolo ma, sebbene più pesante, comunque il sacco a pelo: anche d’estate si possono trovare nottate fredde o incappare in momenti di scarsa salute.

A volte queste strutture offrono anche la cena, altre volte la si può preparare assieme ad altri pellegrini in una cucina condivisa, altre ancora si è costretti a uscire in paese o ad accontentarsi di ciò che è stato acquistato lungo il percorso durante la giornata. In alcuni paesi, come per esempio in Galizia, gli albergue della Xunta hanno la cucina, ma non pentole e stoviglie. Quasi sempre, ovunque però si trovano un tavolo, sedie, fornello, lavandino e una piccola dispensa. Lavatrice e asciugatrice, gratis, a offerta o a prezzo fissato, solo dove indicato.

In quasi tutte, ed è bene non dimenticarlo, è buona norma dare priorità alle persone con disabilità che, laddove possono essere accolte per accessibilità della struttura, occuperanno i letti più bassi e – a volte – più vicini alla porta dei servizi igienici o a quella d’uscita della camera. In seconda priorità i camminatori, perché la mattina partono presto per coprire la stessa distanza che un ciclo viaggiatore copre in massimo un paio d’ore di bicicletta. A seguire tutti gli altri.

Le accoglienze “a donativo” o offerta libera

Indipendentemente da chi le gestisca, sia essa una parrocchia, un’amministrazione comunale o un privato che apre la propria casa a perfetti estranei per senso di devozione ed accoglienza verso il prossimo, non sono ospitalità dove andare mangiare e bere gratis. Sono strutture che cercano di restituire al Cammino, sul quale sono nate, quel bene e quella gratitudine che hanno spesso ricevuto i loro fondatori. Per questo chi le gestisce si prende l’impegno, personale o attraverso l’aiuto di volontari, di accogliere – che non è solo ospitare ma anche prendersi cura – chiunque vi giunga. Spesso anche senza prenotazione; offrendo loro sempre un piatto, acqua calda e un giaciglio dove riposare prima di riprendere il cammino. Ma sono ospitalità che per perdurare nel tempo devono sopperire a tutta la manutenzione che una casa comporta anche quando non ci sono viandanti di passaggio. E l’offerta che si dona serve anche a questo: a consentire loro di continuare ad accogliere, di perdurare questo servizio nel tempo. Per questo quando si lascia un donativo ricordiamo  sempre che se si è stati bene, se le nostre pance hanno potuto ristorarsi, è grazie all’offerta di chi è passato prima; perché tutto quello che si è trovato in tavola è stato acquistato con quella pecunia.

  • Durante il Cammino vi è una presenza costante e ricorrente di risorse idriche, soprattutto fuori dai centri abitati?
  • Quanta acqua è consigliabile avere con sé?

Un discorso ben diverso e forse più importante va fatto invece per l’idratazione in cammino, che non sempre, a seconda di dove camminerete, è facile garantirsi. Per questo è sempre buona norma rifornirsi d’acqua alla partenza, magari evitando borracce ma munendosi delle attualissime sacche idriche per zaino (da non dimenticare che ogni litro corrisponde a un chilogrammo in più), che vi consentiranno di bere attraverso un tubicino che fuoriesce dal sacco senza doversi ogni volta fermare.

Ad ogni modo, se si è in difficoltà, anche chiedendo alle case lungo il percorso difficilmente  verrà negato supporto; e sulla mappa interattiva di Free Wheels troverete anche indicazioni delle fontane.