Quali problemi fisici possono insorgere durante il cammino e come rimediare?

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Al di là che si cammini coi piedi o si procede grazie alle proprie braccia e mani, i problemi fisici dovuti ad azioni continue e reiterate nel tempo come quelle che un cammino richiede possono riguardare trasversalmente tutti. Le più diffuse sono tre:

Vesciche: si producono a causa dello sfregamento tra la pelle e una superficie (sia essa quella di una calza, una scarpa o una manopola. Un’ eccessiva sudorazione facilita l’insorgere di questo problema. Per evitarle, massaggiare a lungo la parte con creme apposite prima di partire e dopo la doccia, con abbastanza anticipo perché si asciughino: si consiglia principalmente il burro di karité, amamelide o camomilla.

Agire quindi con tempestività: evitando che si rompano, disinfettate (o bruciate con una fiamma) la punta d’un ago (nel quale avete già infilato nell’asola un filo di cotone di una trentina di cm) che opportunamente vi siete portati con voi nel kit di pronto soccorso. Bucate la vescica facendo in modo che il filo entra ed esca dall’ampolla infetta, se ci riuscite anche un paio di volte, facendo sì che parte del filo rimanga fuori su ambo i lati della vescica e funga da drenante. Favorire la fuoriuscita del liquido premendo delicatamente, lasciando che la pelle vecchia protegga la ferita. Quest’ultima, assieme al filo, si staccherà da sola nel momento in cui sotto la ferita si sarà riformata la pelle nuova. Non staccate mai prima del tempo il filo e la pelle morta, e pulite la ferita dopo ogni tappa.

Tendiniti: sono spesso la conseguenza di quelle motivazioni che costringono a camminare in modo sbagliato, spostando gli equilibri corporei. Possono venire sia nei primi giorni di cammino, sia a distanza di settimane; sia a chi non ha seguito un percorso di preparazione fisica, sia ai super allenati. Insomma non fanno sconti mai a nessuno, quindi meglio farsi trovare preparati se si presentano.

Per prevenirle, prima della partenza (ma anche durante la tappa e alla sua fine), fare stretching: allunga la muscolatura e la mantiene pronta agli sforzi.

Quando si manifestano meglio ridistribuire le tappe in modo da lasciar più spazio al riposo o laddove necessario meglio fermarsi anche qualche giorno. Può essere l’occasione per scoprire nuovi luoghi, incontrare nuove persone o sigillare amicizie. Insistere nel camminare può provocare guai fisici maggiori e costringere ad un rientro anticipato.

Mettete quindi subito del ghiaccio sulla parte infiammata (o panni di acqua fredda magari tenendole un po’ in alto per far defluire il sangue), se si ha  una farmacia vicino, non esitare a farsi vedere.

Dolori alle articolazioni: queste non sono da sottovalutare da nessuno, soprattutto da persone a mobilità ridotta che – se in carrozzina – con gli arti superiori non devono solo affrontare il cammino, ma anche ogni altra qualsiasi azione quotidiana, dallo spostarsi da una stanza all’altra, a un trasbordo, all’espletamento di qualsiasi altra esigenza fisiologica.

Bisogna avere sempre con sé un antinfiammatorio, un antidolorifico e una pomata a base di arnica o canfora. Se si prevede di soffrire di qualche dolore articolare premunirsi fin dai primi giorni di protezioni per le articolazioni.

 

Non occorre portarsi una gran quantità di medicinali: non mancano le farmacie lungo il cammino e l’aiuto provvidenziale di qualche altro pellegrino (o di abitanti dei luoghi attraversati).