Quanto può essere utile un mezzo d’appoggio durante un cammino

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Il mezzo potrà rimanere nelle dirette vicinanze del viaggiatore?

In un cammino il primo passo, quello del coraggio e del buttarsi, è il più difficile per tutti. Soprattutto per coloro che, magari, hanno qualche esigenza in più e un supporto logistico può fare la differenza. Ma sono tanti gli aspetti da tenere in considerazione.

Un autoveicolo d’appoggio, indipendentemente che si è  da soli o in gruppo, di certo facilita nel raggiungimento del punto di partenza del cammino e nel tornare a casa quando lo termina; aspetto non da poco se si pensa che alcuni itinerari possono essere difficilmente raggiungibili, soprattutto per coloro che hanno specifiche necessità legate all’accessibilità dei mezzi pubblici; a seconda dello sviluppo del luogo, aspetto non sempre garantito.

D’altro canto però il supporto potrà viaggiare solo su strade asfaltate e per qualsiasi cosa di cui si avrà bisogno, in un certo qual modo si dovrà poterlo raggiungere; o prevedere dei volontari che ci raggiungano nel momento in cui si è in panne lontano da lui. Questo perché noi si potrebbe essere su una strada asfaltata o su un sentiero e questo è uno degli aspetti di cui tener conto.

In secondo luogo, in qualsiasi paese si cammina il Codice della strada (Cds) parla chiaro: la fermata, cioè la temporanea sospensione della marcia per consentire la salita o la discesa delle persone, ovvero per altre esigenze di brevissima durata, è consentita purché non rechi intralcio al passaggio di altri veicoli. Ma non sempre è facile aderire a pieno alla norma. Quindi, con attenzione e buon senso, il team di supporto dovrà far sì di poter intervenire nel più breve tempo possibile pena un bel rimprovero da parte delle autorità che, nel migliore dei casi, si limiteranno a far spostare il veicolo in aree più protette; e solo lì poter ottemperare all’aiuto. Purtroppo ci sono situazioni dove queste aree di sosta protetta dalla carreggiata sono molto distanti. Quindi si chiederà aiuto solo quando estremamente necessario.

Per maggiori dettagli si consiglia di leggere con attenzione l’art. 157 del Cds.

Altro, ed ultimo tema, è quanto il veicolo di supporto può avere funzione di apripista o protezione del viaggiatore che precede o segue. L’esempio più eclatante è quello di un veicolo ad uso di viaggiatori in handbike, spesso eccessivamente bassi per essere notati tempestivamente da veicoli che sopraggiungono, talvolta ad alta velocità nelle strade extraurbane, dando poi seguito a lettura di notizie di cronaca che non si vorrebbero mai apprendere. Ovviamente vale lo stesso per tutti i ciclisti.
A questo titolo quindi in linea generale il veicolo non può mai viaggiare nelle dirette vicinanze della persona in cammino, ma può limitarsi – con soste in aree protette – a posizionarsi di tanto in tanto lungo il percorso in attesa del passaggio del camminatore, se viaggia su asfalto. Se invece si è su sentieri, si potrà – se ci sono le condizioni sopra indicate, ritrovare il veicolo di supporto agli incroci con l’asfalto.