Marche, Umbria e Lazio: territori e comunità capaci di accogliere tutti

Marche, Umbria e Lazio: territori e comunità capaci di accogliere tutti

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Quando nel 2021 la Free Wheels in collaborazione con Klaxon Mobility hanno dato vita al progetto Klick’s on ways, l’obiettivo principale era quello di coniugare la bellezza e accoglienza di un territorio con il Cammino di un gruppo di viaggiatori con esigenze di accessibilità. Ed è puntando diritto a questo orizzonte che gli esploratori, viaggiatori in bici e in sedia a rotelle, hanno attraversato l’Emilia Romagna nel 2022, e il Veneto nel 2023.
Poi è giunto il 2024 con un Giubileo sempre più alle porte e dove il bisogno di parlare di accoglienza e di pace più per tutti, ci hanno spinto a porci un obiettivo ancor più audace: attraversare non una regione, ma tre (Marche, Umbria e Lazio) ripercorrendo, fisicamente e spiritualmente, i passi di San Francesco fino ad arrivare al Francesco di oggi, in piazza San Pietro.

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Per questo il primo passo è stato quello di aprire un dialogo con il territorio attraversato, partendo proprio dalle regioni: Marche, Umbria e Lazio non solo ci hanno accolto con grande entusiasmo da subito, ma attraverso gli assessorati al Turismo hanno cercato di facilitarci l’accoglienza lungo quasi tutto il percorso. Nella fase iniziale ci ha aiutato Jesusleny Gomes, camminatrice e madrina dell’edizione 2023, che nel suo Veneto ci aveva condotto a Palazzo Balbi a Venezia a presentare il progetto. Quest’anno – purtroppo – le nostre esigenze temporali, la lunghezza obbligata delle tappe in correlazione ai giorni a disposizione, qualche volta ci hanno portato in luoghi dove non è stato possibile appoggiarsi a strutture dedicate al Cammino, dovendoci di conseguenza rivolgere all’ospitalità alberghiera o paralberghiera. Ma il nostro sperimentarsi lungo i Cammini francescani è stata l’occasione per consentire agli stessi comuni e frazioni toccate per affrontare il tema dell’accessibilità, a maggior ragione per un gruppo di turisti, capaci si di adattarsi, ma pur sempre con le loro specifiche esigenze di accessibilità.

Dalla Casa d’accoglienza Dilva Baroni ad Ancona, alla Lega del Filo d’Oro, alla Pallavolo Filottrano, all’Amministrazione e alla Protezione Civile di Fabriano, all’Amministrazione di Gualdo Tadino e di Assisi (nonché al suo Hotel Dei Priori), al Parco Culturale Ecclesiale dell’Archidiocesi di Spoleto-Norcia, al Santuario francescano di San Giacomo di Poggio Bustone, all’associazione Cammini dell’Arte, a Federalberghi Umbria e Lazio e a tutte le realtà che da anni si occupano delle Vie francescane che toccheremo (Via di Francesco per Gerusalemme, Via di Francesco e Rete Associativa Via di Francesco nel Lazio) e non solo, perché questo Cammino toccherà anche delle buone pratiche nazionali di alto interesse turistico come la Ciclabile Assisi-Spoleto, la Spoleto-Norcia e la Greenway del Nera.

Insomma il territorio si è totalmente prodigato per accogliere i nostri viaggiatori permettendoci poi di incontrare le Comunità che ci accoglieranno. Insomma non siamo ancora partiti e già stiamo avvertendo lo stesso calore con il quale ci ha accolto l’Emilia Romagna e successivamente il Veneto.

Non da meno sono state le associazioni che hanno saputo del nostro Cammino e subito ci hanno contattato per mettersi a disposizione: la Regione Marche in stretta collaborazione con la struttura degli Ospedali Riuniti Torrette taglieranno il nastro alla nostra partenza, per dirigerci poi al Museo tattile statale Omero di Ancona, uno dei pochi musei tattili al mondo capace di far conoscere l’arte attraverso il tatto, e dando ai visitatori la possibilità di vedere con le mani; all’Ospedale S. Maria della Misericordia di Perugia che assieme alla Fondazione Serena Olivi, che promuove la tutela dei cittadini che abbiano subito una lesione al midollo spinale o una grave cerebro-lesione, promuovendo azioni di “rieducazione funzionale” e di “recupero civile” a favore degli stessi unitamente ad AVI Umbria (Associazione Vita Indipendente) hanno organizzato la nostra trasferta e accoglienza all’unità spinale perugina; e penso al Teatro Draghetto, una compagnia teatrale abruzzese che si occupa di teatro ragazzi, teatro di strada e nel sociale attraverso la produzione di spettacoli e l’organizzazione di corsi, laboratori e progetti speciali che spesso e volentieri coinvolgono anche chi viaggia su ruote. E in ultimo, ma non meno importante, il supporto del CIP Lazio che, coordinandole, ci ha straordinariamente permesso di incontrare (online) tutte le tre unità spinali del Lazio: l’Ospedale CTO Andrea Alesini, Centro Paraplegici Ostia “Gennaro di Rosa” e la Fondazione Santa Lucia.

E siccome l’abbiamo già vissuta, e siamo certi riaccadrà, lungo il Cammino i nostri viaggiatori raccoglieranno tanto altro supporto dai luoghi e dalle comunità che attraverseremo, perché l’accoglienza italiana è rinomata in tutto il mondo e noi desideriamo promuoverla attraverso i nostri occhi, ricordando a tutti che accessibilità e accoglienza possono essere sinonimi.

E noi, senza aver ancora messo piede sul Cammino, già ci sentiamo accolti.