Cammino di San Colombano: prove di accessibilità

Cammino di San Colombano: prove di accessibilità

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Abbiamo dovuto attendere decenni per vedere sdoganato, anche in Italia così come già accaduto all’estero su altri percorsi più o meno conosciuti, il tema dell’accessibilità dei Cammini da parte delle più alte istituzioni che – dopo un susseguirsi di decreti mai del tutto attuati sugli Itinerari Culturali – hanno finalmente depositato un documento (ci riferiamo al Disegno di Legge 562, approvato al Senato il 26 marzo 2024 e in attesa di discussione alla Camera) che inviti, seppur senza entrare troppo in merito, alla progettazione di esperienze aperte a tutti. E abbiamo dovuto attendere altrettanto tempo per iniziare a vedere come tale argomento potesse avere una ricaduta concreta su chi i Cammini li pensa, li costruisce e vive per vederli sempre più camminati.

Di fatto negli ultimi anni sempre più persone con bisogni di acccessibilità hanno solcato i più svariati Cammini, chi in bici, chi in tandem, chi in sedia a ruote o chissà quale altra diavoleria tecnologica – in senso positivo – abbia permesso loro di vivere un viaggio che sembrava utopico, ma che in realtà non lo era. Quindi di certo la domanda di accessibilità al Turismo lento sempre più incisiva ha sicuramente portato molti a chiedersi cosa poter fare per aprire il loro prodotto a un pubblico sempre maggiore. Tra questi non sono stati da meno gli Amici del Cammino di San Colombano di Vaprio d’Adda che, guidati dal loro Presidente Andrea Beretta, hanno iniziato da qualche anno ad affrontare il tema cercando di interagire con alcuni interlocutori che potessero indirizzarli al meglio in questa direzione.

Cammino di San Colombano: prove di accessibilità

È così che dopo aver pubblicato con Terre di mezzo Editore nel 2024 la 2ª edizione della guida ufficiale al Cammino di San Colombano (con la collaborazione dell’associazione europea del cammino di San Colombano “The Columban way”, gli amici di San Colombano per l’Europa di San Colombano al Lambro e gli amici del Cammino di San Colombano di Vaprio d’Adda), proprio quest’ultima è entrata in contatto con noi per cercare di realizzare un evento di promozione lungo l’itinerario aperto a tutti. A offrire tutti gli strumenti ci ha pensato il Parco Adda Nord, inserendo l’iniziativa all’interno del Festival del Ben-Essere in Natura. L’asta fluviale, Adda Nord e Adda Sud, ha richiesto una suddivisione sia per la vastità del territorio interessato dall’intero corso del fiume sia per le peculiari caratteristiche di ciascuno dei due tratti di fiume. Il tratto di fiume che fa parte del Parco regionale Adda Nord interessa Comuni delle Provincie di Lecco, Milano, Bergamo. La superficie complessiva del Parco (al momento dell’istituzione) è di 5.650 ettari e il territorio ha la sua quota massima a 260 metri e la minima a 100 metri s.l.m..

Cammino di San Colombano: prove di accessibilità

Così il 29 settembre presso Villa Gina, sede del Parco Adda Nord, è partita l’iniziativa “Cammino di San Colombano: prove di accessibilità” avente una molteplicità di scopi: far conoscere l’Ente Parco Adda Nord e l’area di cui si prende cura, far conoscere il Cammino di San Colombano nel territorio di Vaprio d’Adda e far conoscere realtà come la nostra che da oltre un decennio si occupa di promuovere l’accessibilità dei Cammini. L’iniziativa ha suscitato da subito grande interesse e partecipazione, tanto da costituire un gruppo di circa 30 persone che hanno camminato e scoperto 15 km di un itinerario che, per quanto camminato già da tantissimi, ancora non si conosce così bene.

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Il Cammino di San Colombano è un progetto culturale internazionale per la creazione di un itinerario che attraversa l’Europa, da nord a sud, collegando tra loro luoghi e siti di interesse storico in Irlanda, Inghilterra, Francia, Germania, Svizzera, Austria, Liechtenstein e Italia: sulle tracce lasciate dal monaco irlandese Colombano e da 12 suoi compagni tra il VI e VII sec. San Colombano (540 – 615) è considerato uno degli padri fondatori dell’Europa cristiana costruita grazie alle numerose  fondazioni monastiche sparse in tutta la Gallia fino all’Italia settentrionale. Le sue lettere ai re e ai papi dell’epoca, le sue istruzioni e poesie, così come la Vita Columbani scritta 25 anni dopo la sua morte, mostrano il suo impegno spirituale e la sua ricerca interiore per incontrare gli uomini di ogni condizione, ma rivelano anche una perfetta padronanza delle arti liberali, un umanista e un visionario là dove, come in quella lettera scritta a Papa Gregorio Magno intorno al 604 che viene citata dagli storici, è uno dei primi a intravedere l’Europa come entità politica. La sua esemplare nobiltà d’animo può essere ancora oggi meditata, specialmente quando egli scrive a Nantes nel 610: “Se tu togli la libertà, tu togli la dignità”.

Cammino di San Colombano: prove di accessibilità

Il cammino , dopo aver attraversato per oltre 5000 chilometri l’europa si conclude con gli ultimi 330 in Italia a Bobbio. Sono 18 tappe: inizia in Val Chiavenna e dopo aver costeggiato il lago di Como sponda lecchese segue l’Adda (territorio del Parco Adda Nord) poi la Martesana fino a Milano e di qui il sud milanese (Chiaravalle Viboldone, Sant’ Angelo Lodigiano) fino a San Colombano al Lambro e poi oltrepassa il Po al guado di Sigerico (e ora anche dedicato a San Colombano) e poi punta nel piacentino verso Agazzano e la pieve di Verdeto. Da qui percorre la Val Trebbia concludendosi a Bobbio dove, nell’Abbazia, è sepolto proprio San Colombano. È un pellegrinaggio religioso in quanto riconosciuto dal Vescovo di Piacenza-Bobbio: chiunque percorre le ultime 8 tappe avrà diritto al rilascio del Testimonium.

 

Cammino di San Colombano: prove di accessibilità

Domenica, abbiamo quindi percorso un piccolo tratto di circa 14 km tra Concesa (frazione di Trezzo d’Adda) e Cassano d’Adda. Di buon mattino, alle 830 la giornata è iniziata con un’introduzione delle parti coinvolte per preparare il gruppo alla giornata, dopo di che si è mosso il primo passo da Villa Gina, sede del Parco Adda Nord, alle rive dell’Adda che in quel punto è parallelo al naviglio Martesana che inizia proprio nei pressi. Costeggiando l’alzaia tra Adda e Martesana intravediamo sulla sinistra la storica città operaia di Crespi d’Adda (patrimonio dell’Unesco). Il percorso è immerso nel verde ed il piacevole sottofondo dell’acqua che scorre ci accompagna chiaccherando e ammirando questa oasi di natura.

Cammino di San Colombano: prove di accessibilità

Ci avviciniamo a Vaprio d’Adda costeggiando sulla destra del naviglio il grandissimo parco di Villa Castelbarco. Una delle tante ville di delizia del 700-800 dei nobili milanesi che venivano da queste parti per trascorrere periodi di riposo. A Vaprio ammiriamo Villa Melzi dove alloggiò Leonardo da Vinci ospite della famiglia di Francesco Melzi, suo allievo. Poi Villa Visconti e altre ancora. Fino alla Casa del Custode delle Acque antica sede di chi controllava il naviglio Martesana ospitando i viaggiatori, riscuotendo i dazi sulle merci trasportate. Ora è sede della Pro Loco che ci ospita fornendo ristoro con i saluti calorosi del consigliere Iacovelli della amministrazione comunale vapriese. Prima della sosta passiamo a visitare l’antica chiesa di San Colombano dove ci riceve il parroco don Sergio. È una chiesa antica (notizie certe dal 1155) che conserva un affresco con il santo giustamente ritratto con i capelli rossi…da vero irlandese. Lasciando l’Adda più lontano sulla destra continuiamo il percorso immersi nel verde lungo la martesana fino a Groppello, frazione di Cassano.

Cammino di San Colombano: prove di accessibilità

Qui si chiude il nostro percorso abbandonando il naviglio che porta a Milano (e lungo il quale continua il cammino di San Colombano). In centro al paese di Cassano ammiriamo la maestosità e bellezza di Villa Borromeo e l’antico castello, che affacciato sull’Adda, permetteva il controllo del passaggio tra territori bergamaschi e milanesi.

Cammino di San Colombano: prove di accessibilità

La passeggiata si è conclusa presso il ristoro dell’isola borromea, un grande parco posizionato lungo il fiume dove abbiamo potuto deliziare dei sapori e dell’accoglienza locale e dove, a partire dai gestori del locale, in molti hanno sostenuto Free Wheels e le sue iniziative.

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Buon Cammino a tutti, sul Cammino di San Colombano!