Era il 2003 quando venne indetto il giorno internazionale delle persone con disabilità: il 3 dicembre, con un motto ben preciso “niente su di noi, senza di noi“.
Qualche mese fa, il nostro Presidente, ha tenuto una formazione per il progetto “C.Os.T.A.” – Comunità Ospitali per il Turismo Accessibile, durante il quale ha incontrato Pizza Annalisa, operatrice turistica e vicepresidente dell’associazione Costruiamo Inclusione Aps. Il suo lavoro – e la sua formazione come Disability Manager – si fondano sull’idea che la qualità dell’accoglienza non dipenda solo dalla struttura o dai servizi offerti, ma da quanto questi riescano davvero a rispondere alle persone nella loro diversità di esigenze, preferenze e modi di vivere il viaggio. Negli anni ha osservato quanto spesso le destinazioni si affidino a intuizioni o presupposti su ciò che “dovrebbe” piacere o risultare accessibile.
Da questa visione nasce Domo4All, un progetto che presto prenderà forma concreta a Specchia (LE) con l’apertura di una struttura ricettiva extralberghiera progettata secondo i principi della Progettazione Universale. L’obiettivo è creare un luogo in cui ciascuno possa sentirsi accolto, indipendente e libero di vivere il proprio soggiorno senza barriere, né architettoniche né culturali.
A tal fine Annalisa ha sviluppato un questionario che non vuole solo raccogliere feedback tecnici, ma costruire un quadro reale, sfaccettato e umano dell’esperienza turistica in Salento.
Così ci ha chiesto di condividere il questionario con tutti, indipendentemente delle proprie specifiche esigenze.
- Il questionario nasce con una duplice finalità:
Comprendere come le persone vivono l’autonomia, la fruibilità degli spazi e il benessere durante un soggiorno, indipendentemente dalla presenza o meno di una disabilità. - Raccogliere gusti, preferenze e abitudini, perché un turismo inclusivo non si limita a eliminare barriere: riconosce la varietà dei bisogni, dei ritmi e dei desideri.
L’approccio è intenzionalmente ampio. Può compilarlo la persona con disabilità, il caregiver, un amico o un familiare o anche il partner.
È importante dare voce a una platea eterogenea per permettere a chiunque di individuare aspetti che favoriscono o ostacolano l’autonomia ed evidenziare quali servizi generano benessere e quali richiedono miglioramento; in più comprendere meglio cosa cercano le persone quando scelgono una destinazione e orientare scelte progettuali più consapevoli e realmente inclusive.
Per Annalisa Domo4All non è solo un progetto tecnico: è un percorso culturale. Significa immaginare un territorio che ascolta, che mette al centro dell’esperienza di viaggio la persona.
Aiutiamo Annalisa in questo percorso, compila anche tu il questionario!