Senza stand ma con ancora più strada da fare: l’accessibilità dei Cammini a Fa’ la cosa giusta! 2026

Senza stand ma con ancora più strada da fare: l’accessibilità dei Cammini a Fa’ la cosa giusta! 2026

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Il 2026 per la nostra associazione è un anno di passaggio. Cambiamo sede – dalla Lombardia all’Emilia-Romagna – e, come spesso accade nei momenti di trasformazione, ci troviamo a fare i conti con energie da riorganizzare e con un gruppo di volontari più piccolo rispetto al passato.

È stata quindi una scelta consapevole quella di non avere uno stand a Fa’ la cosa giusta! quest’anno. Ma questo non significa esserci di meno.

Da anni siamo un punto di riferimento sul tema dell’accessibilità dei Cammini e del viaggio lento. E se non avremo uno spazio fisico in fiera, la nostra voce – e soprattutto il nostro impegno – non mancheranno. A dimostrarlo non siamo noi, ma la pluralità di incontri che mi vedranno coinvolto in tre giorni intensi di confronto e approfondimento.

Venerdì: qualità, certificazioni e visione

Si parte con “Nuovi Cammini certificati Touring: esperienze di qualità da vivere”, un momento di riflessione su come la qualità di un Cammino non possa prescindere dall’attenzione all’accessibilità, intesa come elemento strutturale dell’esperienza.

Sabato: quando il viaggio diventa autonomia

Il sabato lo iniziamo con un appuntamento straordinario lungo uno dei Cammini che più di altri ha creduto sul tema dell’accessibilità e ha dato un seguito concreto: “10 anni di Cammino sulla Via Francisca del Lucomagno”, per raccontare un percorso che in questi anni è cresciuto anche nella capacità di accogliere persone con esigenze specifiche, dimostrando che lo sviluppo dei territori passa da scelte inclusive. Nell’incontro, tra i relatori, uno dei collaboratori più fidati dell’associazione, Federico Carli Giori, un progettista di itinerari specializzato in accessibilità. Da un rapporto di collaborazione nato anni fa, da un’amicizia a una visione, a oggi un obiettivo ben preciso comune: rendere i Cammini uno spazio per tutti.

Il sabato si entra nel cuore del tema con “Ti porto a Santiago: quando il viaggio diventa terapia e autonomia”. Un incontro che parla di Cammino come esperienza trasformativa, capace di generare consapevolezza, indipendenza e fiducia. Dopo “Per chi vuole non c’è destino“, Terre di mezzo mi ha offerto l’opportunità di  corredare la narrazione del Cammino di Justin e Patrick in “Ti porto Io” con una guida di un percorso adatto a persone a mobilità ridotta. Una storia ricca di vita e di resilienza. Nell’incontro, da non perdere, vi svelerò alcuni aneddoti che mi hanno legato a Justin e Patrick ancor prima dell’uscita di questo libro.

Nel pomeriggio, “Escursionismo e accessibilità: soluzioni concrete per una montagna senza barriere” porterà esempi pratici e strumenti reali per rendere la montagna un luogo vissuto e non solo raccontato. Perché l’accessibilità non è un principio astratto: è progettazione, competenza, responsabilità condivisa. E questo è a tutti gli effetti l’ultimo libro di Terre di mezzo che porta la mia firma, assieme agli amici di SODAS – Struttura Operativa di Accompagnamento Solidale del Club Alpino Italiano (CAI). Un lavoro con radici molto profonde nate qualche anno fa grazie a una suggestione tra me e l’attuale Presidente generale del CAI, Antonio Montani.

Domenica: oltre la norma, verso una nuova comunità

La domenica sarà dedicata a una visione ancora più ampia.

Con “Cammini accessibili: oltre la norma, verso una nuova visione di comunità” si andrà oltre il rispetto delle regole, per parlare di cultura dell’accoglienza e di progettazione universale come leva di coesione sociale. Il merito è del Cammino dei Cappuccini che ha deciso di rendere quest’esperienza inclusiva. Da qui la nascita di un profondo lavoro di riconsiderazione dell’Itinerario sposando i principi dei Cappuccini. L’accoglienza, nella tradizione dell’Ordine, non è solo un gesto di ospitalità, ma un modo di abitare il mondo. Significa riconoscere ogni persona come portatrice di valore, senza condizioni e senza distinzioni. È uno stile fatto di semplicità, ascolto e prossimità, che mette al centro la relazione e la dignità. In questo senso, accogliere diventa un atto concreto di apertura e di responsabilità verso chiunque incontri il nostro cammino.

Infine, “Passi che includono: camminando tra natura, cultura e accessibilità in Friuli Venezia Giulia” offrirà uno sguardo concreto su territori che hanno scelto di investire in percorsi capaci di unire bellezza, identità e apertura. Questo incontro specifico sarà condotto da me e assieme al Friuli Venezia Giulia presentiamo a Fa’ la cosa giusta! tre nuovi progetti dedicati a turismo sostenibile e inclusione. Si parte con “I AM FVG”, che porta l’accessibilità anche nelle aree montane; si prosegue con il “Cammino Goriziano”, itinerario di pace tra Aquileia e il Monte Santo; si conclude a Sesto al Reghena con “Tèste Testé”, rassegna di Land Art immersa nella natura. Tre proposte diverse, unite dal desiderio di valorizzare il territorio in modo innovativo e accogliente.

Tre giorni, un unico filo conduttore

Da venerdì a domenica, un susseguirsi di appuntamenti per ribadire un messaggio chiaro: l’accessibilità dei Cammini non è un tema di nicchia, ma una condizione essenziale perché il viaggio lento sia davvero per tutti. Ma molte più Regioni e realtà parleranno di questo tema, quindi siamo certi che altri incontri avranno come fil rouge il tema dell’Accessibilità.

Non avere uno stand significa, per noi, fare una scelta di responsabilità rispetto alle energie disponibili. Ma la nostra presenza culturale e progettuale resta forte, riconosciuta e richiesta.

Per chi in noi riconosce da anni una spalla solida per affrontare un’esperienza di Cammino, l’invito è semplice: venite agli incontri, partecipate al confronto, portate domande, idee, visioni.

Perché i Cammini sono fatti di passi, ma anche di relazioni.
E le relazioni, come l’accessibilità, sono ciò che rende possibile il viaggio.

Vi aspettiamo a Fa’ la cosa giusta!