Klick’s on Ways

"Non possiamo cambiare le persone, ma possiamo cambiare un'idea. Se cambiamo l'idea, cambiamo le persone."

Cos'è Klick's on ways

Klick’s on ways non è solo un’idea, ma uno spazio dove essere sempre se stessi, un momento dove ciò che farà la differenza sarà l’unione, l’occasione per fare un passo indietro come singoli per compierne dieci avanti come gruppo.

Klick’s on ways è molto di più di un viaggio per scoprire e scoprirsi, di un’esperienza di dolce mobilità, di una viandanza di persone che si spostano da un luogo all’altro alla scoperta di territori, culture ed esperienze che solo il camminare può restituirci a pieno.

Klick’s on ways è un Cammino alla riscoperta delle antiche vie dove riempire il nostro zaino solo con le emozioni raccolte nel sentirsi liberi. Vivere l’avventura con le sue scomodità le sue emozioni e i suoi incontri, lasciando la propria area protetta, sperimentando quello che quasi tutti pensano non si possa fare su una sedia a ruote. Condividere pensieri e fatica, sostenersi a vicenda anche se non ci si conosce, conoscersi, fidarsi e affidarsi, vedere quanto è bella l’Italia e l’Europa, ricordare che l’accessibilità ha mille sfaccettature, portare coraggio e speranza alle persone con lesioni midollari. Capire e provare che la vita non si ferma, anche se le gambe non possono muoversi.

Un viaggio-evento di grande ispirazione sociale attraverso città d’arte e borghi meno conosciuti, cucendo insieme piste ciclabili, Cammini, sentieri e strade in un itinerario che costituisce, di fatto, un grande momento di promozione del territorio e del turismo per tutti. Un’esperienza di itineranza vissuta da persone a mobilità ridotta e ciclisti che ogni anno attraversano una regione diversa (o talvolta di più), scoprendone accoglienza, bellezza e accessibilità. Lungo il percorso, i viaggiatori sostano presso le Unità Spinali per raccontare alle persone con lesioni midollari quanto stanno compiendo e auspicare che un domani siano loro a cogliere questa opportunità.

Come e da chi nasce l'idea

Free Wheels è un’Organizzazione di volontariato (odv) che si propone di promuovere il viaggio lento per tutti, di rendere i Cammini un’esperienza vivibile a pieno anche da persone con bisogni di accessibilità e di far sì che attraverso queste esperienze chiunque possa incentivare lo sviluppo della propria indipendenza fisica e sociale.

Nasce da un’idea di Pietro Scidurlo, co-fondatore e Presidente di Free Wheels che, per la prima volta nel 2012, vive l’esperienza del pellegrinaggio lungo il Cammino di Santiago. La carica rivitalizzante che prova nel compiere questo percorso in handbike lo induce a condividere con altri la possibilità di provare le emozioni potenti che solo nella lentezza si possono cogliere, a cominciare dagli incontri. Per questo diventa costruttore di Cammini, scrive per Terre di mezzo Editore la prima guida in Europa al Cammino di Santiago accessibile, collabora in modo fisso con la medesima casa editrice sul tema dell’accessibilità, fonda Free Wheels e, assieme ad altri viaggiatori dell’associazione, da’ vita a Klick’s on ways.

Prezioso in questo sviluppo è la partecipazione dell’azienda austriaca leader nel settore, che fornisce indispensabile supporto tecnico per lo strumento che dà il nome all’iniziativa: il Klick.

Collegando questo propulsore elettrico alla sedia a ruote, la si dota di un motore che rende gli spostamenti più veloci e meno disagevoli. Le batterie possono garantire una percorrenza anche di 60 km (a seconda del modello, del peso del viaggiatore, bagaglio compreso, e del tipo di percorso affrontato). Sostanzialmente, questo dispositivo, che si monta e smonta con facilità ed è studiato per occupare poco spazio in auto, consente di percorrere lunghi tratti, o tappe di un’intera giornata, in totale autonomia, e di affrontare percorsi off road.

FOTO AUSTRIA

Il Cammino ha insegnato a questi pionieri che “le barriere più grandi sono quelle della mente”. Che la paura di non potercela fare, più che la condizione fisica, toglie molte opportunità di benessere. Questo è diventato non solo il motto ma la linea direttrice di Free Wheels, che organizza decine di giornate di cammino su strade e sentieri e anima numerose iniziative promozionali per diffonderne il più possibile i benefici della mobilità dolce. Dal 2012, oltre 10 mila persone con bisogni di accessibilità hanno fruito del suo supporto, recuperando o ricostruendo fiducia in sé stessi, uscendo di casa e scoprendo la bellezza del viaggio lento.

L’Organizzazione, inoltre, è ormai un punto di riferimento nazionale sul tema dell’accessibilità dei Cammini e molti sono i contatti che, direttamente o indirettamente, giungono da oltrealpe. Sono già 7 gli itinerari resi accessibili con la sua consulenza, e altri ogni anno si rivolgono all’associazione per la sua competenza per raggiungere la meta tanto ambita della fruibilità universale del loro percorso.

Il logo del progetto, realizzato da Smartmix su richiesta specifica di Pietro Martire, uno dei nostri primi viaggiatori (e fondatore dell’associazione Oltre il muro) sarà il logo che utilizzeremo sempre per questa iniziativa, anno per anno, regione per regione. Questo, per la sua conformazione, ricorda iconograficamente il nostro Klick, il propulsore elettrico che utilizziamo per vivere le esperienze di Cammino. I quattro colori richiamano un po’ i valori che questo progetto porta con sé: l’azzurro del cielo sotto il quale camminiamo all’aria aperta; il giallo della primavera e dell’estate, nonché del sole, perché noi viaggiamo sempre tra la tarda primavera e l’estrema estate; il rosso dell’amore, per quanto amiamo quello che facciamo e per quanto cuore mettiamo in ogni passo; e infine il viola che, esattamente come nasce dall’unione di rosso e blu, combina impulsività e calma in un connubio apparentemente impossibile. Infatti è il colore che rappresenta la magia, la capacità di fantasticare che i propri desideri vengano realizzati. E noi, con questo logo, li realizziamo.

Le finalità

Klick’s on ways ha l’obiettivo di dare a un gruppo di viaggiatori l’opportunità di vivere in condivisione un’esperienza di itineranza. Un’opportunità di conoscenza da vicino del territorio che – attualmente – comporta numerose difficoltà organizzative nel caso di gruppi di persone con bisogni di accessibilità, inerenti in particolare le strutture ricettive. Parallelamente, persegue la valorizzazione del territorio e la promozione del turismo lento per tutti, quindi dell’accessibilità in tutte le sue forme.

“L’accessibilità è un concetto che non va identificato con la disabilità”. Si tratta di creare, quindi, un tessuto infrastrutturale e ricettivo che consenta al più ampio numero possibile di persone – dai celiaci alle famiglie con bambini e passeggini, ai diabetici o a chi vive una condizione di disabilità – di godere delle bellezze del nostro Paese senza che i loro bisogni specifici costituiscano delle difficoltà e scelgano per loro. Un luogo, un’esperienza è tanto più accessibile quando è capace di accogliere chiunque. E Accogliere significa rispondere alle esigenze degli altri. Il punto di riferimento di tutto ciò che si costruisce devono essere le persone.

“Accessibilità deve diventare sinonimo di accoglienza”.

Ogni anno quindi, Free Wheels sceglierà una regione italiana (o più ma confinanti) che voglia essere il territorio protagonista di Klick’s on ways, accogliendone il messaggio e lo stimolo a diventare una destinazione accessibile a tutti.

Partendo da questo, e con l’utilizzo delle più moderne tecnologie che consentono a tutti di itinere, si vuole promuovere la possibilità di vivere un’esperienza di viaggio lento per tutti, anche per persone a mobilità ridotta, in quell’Italia minore tutta da scoprire attraverso i nostri cammini e itinerari culturali.

Chiuderà il cerchio il passaggio dei nostri viaggiatori nelle Unità Spinali di riferimento, strutture multidisciplinari dedicate all’approccio complessivo della persona con lesione midollare, sia essa di natura traumatica che atraumatica (lesioni midollari secondarie a patologie infettive, neoplastiche, degenerative), in fase acuta e/o di stabilizzazione. L’obbiettivo è quello di offrire ai pazienti, una volta dimessi e ripresa la loro vita in mano, l’opportunità di vivere questa straordinaria esperienza…di Cammino.

Come si costruisce il viaggio

Costruire un progetto di tale portata non è semplice, moltissimi sono gli aspetti da curare nel dettaglio che, se lasciati al caso, rischiano di compromettere completamente la buona riuscita dell’evento. In primis va costruito il percorso perché il più delle volte, non potendo ricalcare esattamente un intero Cammino, vanno calcolate una serie di varianti, o di bretelle tra i vari percorsi che vogliamo unire. Per questo un team costituito da Costruttori di Cammini e associazioni promotrici del territorio che andremo a visitare si coordinano per delineare il potenziare itinerario che poi i viaggiatori ripercorreranno. Ma non prima che un altro team di ciclisti magari assieme a una delegazione di Free Wheels vanno a ripercorrerlo. Ma può sempre capitare (come successo nel 2022) che uno smottamento del terreno ha poi di fatto costretto i viaggiatori (walk in progress) a ricambiare nuovamente percorso.

Il secondo step è la definizione delle tappe che ahimè risentono per forza di cose della posizione delle accoglienze. Non è quasi mai possibile fermarsi a tappe di lunghezza costante: possono essercene di più corte oppure di più lunghe costringendo la compagine a una partenza di buon mattino. Tendenzialmente si cerca di non andare oltre i 50 chilometri, che poi per cause di forza maggiore possono anche aumentare.

Identificate quindi le persone che aderiranno alla spedizione, non solo i viaggiatori con disabilità ma anche i compagni di viaggio in bici, le persone che faranno assistenza logistica, segreteria organizzativa, alcuni volontari dell’associazione iniziano a scrivere e dettagliare il progetto che poi verrà presentato ai potenziali sponsor e partner dell’evento. Tassello molto impegnativo del quadro in quanto non solo ci si confronta con un mercato sempre meno semplice dove anche il tempismo può essere determinante. Quindi alcuni di noi iniziano a contattare chi ci ha sostenuto in passato o crede nel messaggio che l’associazione vuole divulgare, poi si passa al territorio (cercando aziende lungo il percorso o chiedendo una mano alle Amministrazioni Locali coinvolte) e infine, questa è la verità, si va a tentativi contattando realtà che credono in un futuro sostenibile e più accessibile per tutti.

Infine si cercano professionisti della comunicazione digitale (fotografi, videomaker, montatori), persone capaci di raccontare una storia e fargli prendere il volo, professionisti in grado di mettere il loro know-how a servizio di un progetto che ha il solo auspicio di raggiungere quante più persone possibili che, presto o tardi, desiderano riprendere un’esperienza che li riconduca alla loro libertà.

Se anche tu vuoi darci una mano, contattaci subito, saremo pronti ad accoglierti.

La prima edizione (2022)

Di fatto questa era stata programmata nel 2021 dopo un anno di pianificazione al dettaglio di ciascun aspetto, ma come tutti sappiamo a quel tempo tutto il mondo, o quasi, era ancora sulla soglia di casa privo della certezza di poter riprendere una “normalità” a causa del Coronavirus. Quindi, un anno dopo, un gruppo di viaggiatori con bisogni specifici di accessibilità motoria hanno deciso di intraprendere un viaggio in Emilia-Romagna, di poco più di 250 km, toccando 10 Cammini da Fidenza all’Istituto di riabilitazione di Montecatone, centro di recupero di riferimento europeo (Unità Spinale) per persone che hanno subito traumi alla colonna vertebrale. Dalla Via Francigena al Cammino di Sant’Antonio, ripercorreranno chilometri di antiche vie, tutt’oggi camminate da migliaia di pellegrini, grazie soprattutto alla loro grande voglia di mettersi alla prova in cambio di una grande esperienza di incontro.  Un conoscere e conoscersi anche tra loro, in quanto mai si erano visti prima, se non attraverso un video, incontrandosi per la prima volta presso la sede della Via Francigena, punto d’inizio del Cammino, con la benedizione del compianto amico, e Presidente della Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF), Massimo Tedeschi.

Un viaggio che ci ha portato a Langhirano, casa di uno dei prosciutti DOP della penisola, a San Polo d’Enza dove siamo stati accolti straordinariamente dopo un giornata interamente passata sotto la pioggia, a Maranello siamo entrati nel museo Enzo Ferrari, in borghi riconosciuti “più belli d’Italia”; abbiamo dormito veramente in stalle e in accoglienze 5 stelle con lo stesso entusiasmo, e a noi si sono aggiunte diverse persone con disabilità per arrivare uniti alla meta.

La seconda edizione (2023)

L’edizione del 2023 si è sviluppata in Veneto, a grande richiesta del primo gruppo di viaggiatori dell’anno precedente che per lo più venivano da questa regione. Dieci viaggiatori, di cui 8 con esigenze specifiche di mobilità, ha attraversato il Veneto, partendo dall’Unità Spinale di Negrar di Valpolicella fino a raggiungere quella di Motta di Livenza (il centro riabilitativo di Vicenza è stato visitato successivamente al viaggio per questioni organizzative).

Iniziata con una conferenza stampa a Palazzo Balbi, sede della Regione, alcuni rappresentanti si sono radunati prima della partenza a Venezia, il progetto ha ottenuto un grandissimo riscontro mediatico che conta più di 100 articoli sulla stampa cartacea e online, diverse interviste radio – molte in diretta durante il percorso – e alcuni servizi TV, non solo locali.

Alcuni viaggiatori dell’edizione 2023 hanno partecipato alla traversata dell’Emilia Romagna nel 2022, si sono conosciuti pian piano, tra una riunione online e l’altra in quanto arrivavano da regioni diverse (Veneto, Sicilia, Lombardia) e sono stati, in molti, parte attiva nell’organizzazione del progetto. Tra i nuovi partecipanti Jesusleny Gomes, che dopo aver raggiunto e attraversato a piedi 574 comuni veneti, ha preso talmente a cuore l’iniziativa da decidere di viverla tutta, in prima persona, in bicicletta e fungendo da Madrina del progetto. In 8 giorni il percorso ha toccato, tra comuni e frazioni 48 località narrando un intreccio di incontri, di difficoltà, dubbi affrontati grazie a quel giusto grado di resilienza e di unione che in questo genere di esperienze scaturiscono tra i viaggiatori.

Anche durante l’attraversamento del Veneto la simpatia dei nostri viaggiatori ha contaminato chiunque incontrava, e a sua volta la comunità veneta – altrettanto accogliente – tra un brindisi e l’altro spesso faceva tardare piacevolmente la loro ripartenza. Effettivamente non capita tutti i giorni di veder passare nel proprio territorio una compagnia sgangherata di viaggiatori su 4 ruote (5 con quella del propulsore), a volte poco silenziosi e sempre alla ricerca di nuovi incontri. Si perché il Cammino è un’esperienza di incontro con se stessi, con gli altri, con nuovi luoghi e nuove usanze. Indimenticabile la Sagra dei Bisi di Colognola ai Colli (Verona) dove ad attenderci c’era lui, il sig. Giovanni Rana.

L’arrivo a Motta di Livenza, prima in città dove una maestosa folla di bambini delle scuole ci attendeva, e successivamente alla gremita Unità Spinale, è stato il simposio di un viaggio fatto sempre con il sorriso stampato in faccia dove nessuna delle incombenze incontrate ha mai preso il sopravvento durante i 350 km che ci separavano dal mare.

Si perché il viaggio non è terminato a Motta di Livenza, bensì a Venezia, grazie all’inestimabile dono dell’associazione Marina Punta Basso e alla Darsena di Campalto che dal loro approdo ci hanno accompagnato all’incontro con l’Amministrazione di Venezia coi quali abbiamo messo la parola fine a questo Cammino, che mai avremmo voluto terminare, nell’antico Café Florian, il primo caffè italiano e del mondo ad essere aperto. Un aneddoto: Floriano Francesconi lo inaugurò nel lontano 29 dicembre 1720 con il nome di Alla Venezia Trionfante, ma fin da subito i Veneziani dicevano semplicemente “andémo da Floriàn”, dal nome del proprietario in dialetto veneziano.

La terza edizione (2024)

In vista del Giubileo 2025, immaginando l’enorme afflusso di pellegrini nell’anno giubilare, la grande intuizione dell’associazione è stata quella di realizzare un’edizione speciale di Klick’s on ways dedicata in tutto e per tutto ai Francesco più importanti oggi per il nostro paese: San Francesco d’Assisi, Patrono d’Italia, e Papa Francesco, grande portatore di pace.

La voglia di essere sempre più in coesione, l’approssimarsi del Giubileo e le preoccupazioni globali per le guerre in corso hanno ispirato una versione rinnovata del progetto, che nel 2024 vede partecipe un’altra Associazione, NoisyVision Ets, ed è intitolata Sui passi di Francesco – In Cammino per l’accessibilità e la pace, un’esperienza di itineranza attraverso 3 regioni all’insegna della valorizzazione del territorio, dell’inclusione e della pace.

Il gruppo, infatti, ha percorso strade e sentieri su cui passò San Francesco per arrivare a Roma, per poi esser ricevuto, in occasione dell’udienza del mercoledì, da Papa Francesco. Il gruppo, che si muoverà in sedia a rotelle, bici e tandem a guida assistita, era composto da sei persone con disabilità motorie, tre delle quali partecipano per la prima volta, due ciclisti e due persone ipovedenti, oltre allo staff di supporto a bordo di un pulmino di assistenza.

I viaggiatori, quindi, hanno attraversato Marche, Umbria e Lazio in un viaggio-evento di 11 tappe mirato a provocare un circuito positivo di accessibilità e inclusione. A tutte le persone con esigenze di accessibilità che sognano di recarsi a Roma nel 2025, questa iniziativa ha detto: veniteci in Cammino; messi nelle condizioni opportune, tutti possono farlo.

Altro grande obiettivo è stato quello della promozione del turismo lento e per tutti. Tappa dopo tappa, il passaggio e la sosta di questo gruppo così particolare ha costituito uno straordinario momento di valorizzazione dei luoghi attraversati e l’occasione per capire quanto ogni territorio può fare per aprirsi a tutti coloro che hanno esigenze di accessibilità. Creare strutture e servizi di cui chiunque possa fruire, dalle famiglie con passeggini alle persone celiache, vuol dire diventare meta perfetta per un pubblico vastissimo e spesso non incluso dal turismo dei grandi numeri e dei tempi veloci, offrendo ai giovani un futuro rispettoso degli equilibri ambientali.

La composizione eterogenea della compagine, la complessità delle storie personali, la necessità di mettere insieme tutto questo per andare avanti giorno dopo giorno con un meteo e un’orografia, quelli dell’attraversamento appenninico, non sempre semplici, sono stati il valore aggiunto che fa, di Klick’s on ways – Sui passi di Francesco, la metafora di un Cammino di pace personale e collettiva. L’esperienza di convivenza quotidiana, di condivisione dei momenti critici ed esaltanti, di accoglienza dell’altro, l’accettazione del proprio essere, delle difficoltà di relazione o delle negatività che si vivono nel Cammino e nella vita hanno trovato, nella capacità di fare inclusione, il segreto di vivere le avversità nella perfetta letizia che Francesco d’Assisi indicò mille anni fa e che Papa Francesco ci ricorda oggi. La stessa strada che può portarci alla pace.

 

 

Straordinaria l’accoglienza ricevuta nelle Marche, in Umbria e anche nel Lazio, dove abbiamo dato la possibilità a delle comunità di scoprire che a Poggio San Romualdo c’è una vecchia scuola chiusa ma accessibile a persone a mobilità ridotta pronta a esser utilizzata come riparo per viaggiatori lenti con bisogni di accessibilità (così come a Ceselli, in provincia di Perugia); o che Assisi è veramente una delle città più accoglienti dello Stivale, anche per chi ha qualche esigenza in più, e che l’Umbria è la regione capofila per lo sviluppo dell’accessibilità dei Cammini; e che nella regione dove tutte le strade arrivano (e anche i Cammini) è ancora possibile cenare con un tavolo in mezzo a una piazza in un giorno qualsiasi, come a Poggio San Lorenzo dove la sua comunità sa farti sentire davvero come a casa tua.

L’arrivo a Roma, il pranzo al Circolo del Ministero Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (organizzato da una nostra associata e amica molto speciale, R. Alberotanza), l’incontro con Papa Francesco sono stati la pendice di un emozione lunga 450 chilometri che tutt’ora batte nei nostri cuori.